Le vite degli altri

Le vite degli altri
Ulrich Mühe in Le vite degli altri

Le vite degli altri (Das Leben der Anderen) è diretto da Florian Henckel von Donnersmarck. Vinse il Premio Oscar 2006 come miglior film in lingua straniera. Il protagonista è un intenso Ulrich Mühe che morì prematuramente pochi mesi dopo avere terminato la lavorazione del film stesso. Siamo a Berlino Est nei primi anni Ottanta. La Stasi (Servizi Segreti) deve sapere tutto di tutti. Questo è il tema di base su cui si incentrano le vicende narrate. All’epoca dei fatti la Glasnost era lontana anni luce e il muro di Berlino era ancora saldamente eretto. Georg Dreyman (Sebastian Koch) è uno scrittore di testi teatrali, fedele al regime della DDR, il quale comincia a destare qualche sospetto per alcune sue idee ritenute sovversive. Viene quindi messo sotto sorveglianza. L’incarico di spiare con attenzione la vita privata di Georg viene affidato al Capitano Gerd Wiesler (Ulrich Mühe). Il sorvegliatore, scrutando giorno per giorno la vita dello scrittore, arriva ad ammirare ed apprezzare colui che avrebbe dovuto, invece, spiare e smascherare. L’inflessibilità e la freddezza del rigido servitore del regime cominciano a scricchiolare, evidenziando una profonda, ancorchè insospettata, umanità. Il film è onesto, recitato con molta intensità e con stile quasi teatrale. Una sceneggiatura robusta puntella un plot che tocca un tasto fino ad oggi lasciato un po’ in disparte: il “grande fratello censorio” della vecchia Germania Est che tutto vedeva e tutto ascoltava. Davvero molto interessante il modo in cui viene descritto e raccontato il percorso interiore del carnefice che passa ad uno stato di profonda mutazione emotiva e intellettuale arrivando a trascendere la formazione militare a cui era sempre stato sottoposto (fino ad allora). Una narrazione poetica e finanche romantica nel senso migliore del termine. Se lo avete perso, vi consigliamo di recuperare questo film perchè merita senza dubbio una o più visioni.

Voto: 8

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